La marcia italiana dell'Energia pulita.
Legambiente stima sia triplicata in dieci anni la copertura del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili.

La notizia positiva proviene da Legambiente, secondo cui negli ultimi dieci anni le fonti rinnovabili stanno contribuendo a cambiare il sistema energetico italiano.
Infatti nel 2014 le energie provenienti da fonti rinnovabili hanno contribuito a soddisfare il 38,2% dei consumi elettrici complessivi dell’Italia, quando nel 2005 arrivavano appena al 15,4%.
I dati sono contenuti nel rapporto Comuni Rinnovabili 2015 dell’associazione ambientalista, che indica come nello stesso periodo la variazione della percentuale di copertura dei consumi energetici finali da energie “verdi”passi al 16%  rispetto al 5,3% del 2005.


Quest’ultimo dato penso sia significativo anche perché dalla lettura del comunicato(e del Rapporto, cui fornisco il collegamento)grazie al maggior numero di impianti che sfruttano le energie rinnovabili insieme al calo dei consumi energetici, per l’Italia il risultato si concretizza con la minore dipendenza dalle importazioni dall’estero di fonti fossili ed una diminuzione sul costo dell’energia elettrica.

Non ho ancora letto per intero il dossier, dal principio la mia attenzione è stata attirata proprio dai costi della bolletta.
Senza volere citare passo per passo il rapporto(la cui lettura è libera nel sito dell’associazione del Cigno verde),mi limito a riportare da esso i dati dell’Authority per l’energia da cui si evince come la spesa annua delle famiglie per l’elettricità sia passata da una media di 338,43 euro nel 2002 a 513 euro nel 2014 (quando il grande salasso economico ha portato in due anni-sempre dalle tabelle di Legambiente- dai 421 euro del 2010  ai 515 del 2012, seguito da un assestamento a 518 nel 2013 ed un leggero calo a 513 nel 2014).

Per alcuni anni il peso in bolletta degli incentivi alle fonti rinnovabili è stato visto da qualcuno (ministri come Corrado Passera per esempio) come un handicap per le famiglie, tesi che Legambiente combatte da tempo con le cifre.
Nel Rapporto 2015 vengono trattati una volta di più questi aspetti senza alibi e con chiarezza.
In Italia gli incentivi alle “vere” fonti rinnovabili, quindi senza le famigerate “assimilate”, pesano oggi per circa il 16,7% nelle bollette delle famiglie, con una dinamica di crescita nel passato(ma viene ricordato come a partire dal 2015 comincerà a ridursi il peso degli incentivi in bolletta legati agli impianti per una cifra pari a -800 milioni di Euro all’anno, togliendo così forza alle polemiche che in questi anni hanno caratterizzato il dibattito politico) ma attualmente ferma.

Specificamente nel 2014 la componente A3 in bolletta (copertura degli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate)ha pesato per 14,7 miliardi in bolletta di cui circa 11 miliardi per le “vere” fonti rinnovabili (visto che il Cip/6 che incentiva inceneritori e inquinamento non lo è).

La domanda conseguente (che alcuni si sono già posti) potrebbe riguardare quanti siano gli italiani informati sulla composizione della propria bolletta compresa la questione che esiste un sistema di finanziamento delle rinnovabili in essa, o che negli oneri troviamo sussidi indiretti alle fonti fossili sotto forma di sconti ai grandi consumatori di energia invece che di una spinta all’efficienza per ridurre i consumi, ma per gli approfondimenti oltre al dossier Comuni Rinnovabili 2015 vi sono fior di fonti in rete ben migliori di queste righe…

Fonte immagine: Dossier Legambiente Comuni Rinnovabili 2015

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