Quando la politica ambientale dell'UE mostra i suoi limiti...
Per Greenpeace l'industria del carbone condizionerà pesantemente il futuro.

La politica ambientale dell’Unione Europea delude.
Mi sono fatto l’idea che l’approccio UE sui temi ambientali fosse più teso al principio della salvaguardia rispetto ad altri paesi del mondo,per esempio gli USA dei quali sono note la ritrosia alla ratifica di accordi internazionali su temi cruciali come il clima e gli OGM,o della Cina, che assorbita dalla crescita economica di questi anni ha subito di pari passo un elevato innalzamento dei livelli di inquinamento e un pesante deficit ambientale senza operare un'efficace salvaguardia in direzione "green".

Invece, a dispetto degli esempi citati,questa mia impressione di una politica europea più attenta ai temi “verdi”potrebbe rivelarsi sbagliata alla luce di quanto sta avvenendo a Bruxelles sulla ridefinizione di limiti e vincoli delle emissioni dei grandi siti industriali, categoria in cui si trovano le centrali a carbone.

L’allarme proviene da un rapporto  commissionato da Greenpeace e dall’European Environmental Bureau, cui rimando alle fonti originali al termine del post.

La sintesi operata dall’associazione ambientalista porta a stimare a settantunmila i decessi aggiuntivi per cause legate all'inquinamento nel periodo tra il 2020 e il 2029 unite nel periodo in oggetto ad un pesante costo economico (oltre cinquanta miliardi di euro), il tutto causato degli standard di emissione troppo bassi che l'Unione europea potrebbe adottare e che sarebbero imputabili,secondo quanto letto in diversi articoli nella  stampa, alla soggezione verso l’industria del carbone .


Vale la pena informarsi sulla questione confrontando all’interno del rapporto i dati stimati dello scenario ipotizzato con quelli, molto inferiori e "sostenibili", che deriverebbero dall’adozione di standard basati sulle migliori tecnologie disponibili.

Fonti: Greenpeace Italia
Immagine tratta dal dossier Health and economic implications of alternative emission limits for coal-fired power plants in the EU
Il rapporto si raggiunge dal sopracitato link

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