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Un Buon 2016 ai tempi dello smog.

Smog e Milano
Cala una coltre di smog a chiudere il 2015 legnanese,l’inquinamento sale alla ribalta delle cronache ma di provvedimenti realmente efficaci non ne vedo.
La situazione rimarrà invariata,temo, fino a che la prima provvidenziale pioggia non ripulirà un poco i nostri cieli, e come ogni anno quella che ora viviamo come emergenza scivolerà piano piano nell’ordinarietà.
Un vissuto quotidiano nel quale di inquinamento si parla,si discute si convocano riunioni e vertici ma che soluzioni non produce.

Ribadisco quanto scrissi venti giorni or sono quando i dati della centralina ACCAM cominciarono a puntare al rosso: cambia il colore delle amministrazioni, ma poche di esse sembra considerino prioritario affrontare l’ordinarietà(e non l’emergenza) del problema legato all’inquinamento.
Ciò avviene quando nostra zona abbiamo una qualità dell’aria che fa sembrare quella respirata a Milano proveniente-scusate l’esagerazione-da un baita di montagna…
I giornali (varese news)riportano come anche il 29 di questo mese i livelli di inquinamento segnalati dalle centraline di Arpa siano fuori controllo:davano il PM 10 su valori di 67 microgrammi a Gallarate, di 82 a Saronno mentre lo sforamento più consistente, 138,è avvenuto a Busto Arsizio.

Non meglio deve essere l’aria che respiriamo sotto al monumento al guerriero.
Per quanto possa sembrare ridicolo a Legnano non si misura il PM 10(e neppure il PM 2,5) per i noti motivi che descrivevo poche settimane or sono in occasione del “balletto” con cui la proposta -ennesima-di un centralina di monitoraggio veniva prima bocciata e poi riammessa nel progetto di Bilancio Partecipativo, e comunque, la città del Carroccio non si distingue dai comuni confinanti per iniziative volte a combattere la situazione, i provvedimenti presi non prendono neppure in considerazione il blocco del traffico.

A Palazzo Malinverni non si va oltre agli adempimenti di legge( blocco-parziale-di alcune classi di veicoli fino agli Euro 3, limitazione di un grado delle temperature degli edifici, bus gratuiti etc)  una scelta poco coraggiosa ma che non è nulla rispetto all’inazione dei piani più elevati istituzionali.

Non dimentichiamo che viviamo in una Regione  dove la mobilità collettiva è considerata una soluzione di ripiego per gli spostamenti anziché un obiettivo da incrementare trasformandola in capillare, affidabile e competitiva.
In Lombardia chiediamo (mi permetto il plurale maiestatis, su una linea che mi vede in piena sintonia) da anni di cambiare verso e potenziare il trasporto pubblico, ma la risposta del Governo regionale,da vent’anni a destra, risponde con infrastrutture soprattutto autostradali come BreBeMi, TEM, Pedemontana o la ventilata bretella Vigevano-Malpensa opere costose, scarsamente utilizzate (nel caso della BreBeMi) o contestate dagli utilizzatori(è il caso della Pedemontana, e dei macchinosi sistemi di pedaggio virtuale) e  che a fronte di risibili vantaggi non fanno altro che mangiare pezzi di territorio agricolo per coprirli di asfalto e cemento sopra i quali circola un parco veicoli che nel Bel Paese è abbastanza vecchio(almeno secondo ACI leggi qui, ma per onor di cronaca bisogna segnalare che i difensori dell’auto hanno contestato l’obsolescenza veicolare citata) da contribuire ad aumentare lo smog che attanaglia una pianura già vessata dalla sua natura di conca geografica, climatica e atmosferica stagnante.

Certo, oggi parliamo di ”misure di emergenza" decise dal vertice tra Galletti i sindaci e i governatori, di cifre importanti da destinare alla lotta all’inquinamento, ma quello che deve cambiare è anche l’impostazione delle infrastrutture e per operare un cambiamento del genere mi sa che ci vuole una volontà politica ordinaria e non una tantum “emergenziale”.

E quindi auguriamoci che l’anno nuovo porti novità in grado di dissipare il velo dello smog, ne guadagneremo sicuramente in salute.
Buon Anno.


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