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Che clima che fa...Il 22 aprile

CLIMA che fa
Ieri sera,seduto tra gli spettatori in attesa del Consiglio Comunale legnanese che affrontava in prima seduta il bilancio ho ringraziato l’assessore cittadino (di cui non faccio il nome, dato che il voto è segreto) per essere andato ugualmente a votare al referendum sulle trivelle in dissenso con la linea del segretario del suo partito,Renzi(pur votando NO).
Chiariamoci, penso che quella nel referendum della scorsa domenica sia una sconfitta,sarebbe sbagliato presentarla in maniera differente,ma non disperiamo.

Non è stata una debacle,anzi, malgrado il mancato abbinamento con le amministrative (costato 300 e rotti milioni di euro per non avere accorpato le date elettorali, come invece avvenuto nel 2009), il martellante invito all’astensione, una campagna di silenzio e disinformazione da parte del servizio pubblico e tante “bufale” in rete, un terzo della popolazione si è recata alle urne.
Tra di essi i tredici e rotti milioni di votanti per il Sì e i due milioni che hanno scelto di onorare l’impegno elettorale, invece di astenersi.
Il capitolo trivelle non è chiuso(si sposta in altre sedi), ma per il momento dobbiamo essere realisti,prendiamo quanto di buono avvenuto nel corso di questa (breve) campagna referendaria che ha contribuito ad accendere un riflettore sulle lobby del petrolio in Italia e sulle scelte energetiche del Paese, e riprendiamo il filo dei discorsi passati in una temporanea zona d'ombra a causa del voto del 17 aprile.
E la prima opportunità di riallacciare un discorso temporaneamente accantonato proviene da alcune delle sigle che, riunite sotto l’egida della Coalizione Clima sono state protagoniste lo scorso novembre delle Marce per il Clima, ora impegnate nell'iniziativa di cui poche righe più avanti potete leggere.
Nella giornata di venerdì 22 aprile 2016,in occasione della giornata della terra, a New York, il nostro governo parteciperà alla cerimonia ufficiale che ratificherà l'accordo per il clima della COP21 di Parigi dello scorso dicembre.
Il punto che viene sottolineato è il seguente che riporto nel virgolettato per esteso.
Questa firma però rischia di restare puramente simbolica visto che al momento non è stato presentato nessun piano energetico che tenga conto delle linee guida di Parigi, come dire: ci stiamo impegnando ad attuare politiche energetiche che rispettino l'ambiente ma non si è capito quali dovranno essere.
Per questa ragione, venerdì mattina verremo in assistenza al governo presentando un decalogo di proposte su quella che, secondo noi, deve essere la politica energetica italiana per combattere i cambiamenti climatici.

Lo faremo in un contesto speciale: durante l'edizione straordinaria di "Che clima che fa", un talk show in cui discuteremo con due ospiti di eccezione:
- Dr Renzi, capo di un governo che ha fatto delle energie green un perno della propria azione, prendendo impegni internazionali molto precisi e presentando al proprio paese un vero e proprio Green Act;

- Mr Oil, capo di un governo che fa gli interessi delle compagnie petrolifere contro la demagogia degli ambientalisti ideologici.

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