Gufi, ma nella notte ci vediamo chiaro...

Gufi e rosiconi sono parte integrante della narrazione renziana.Senza di essi ad ostacolare,sempre secondo la citata narrazione, il rinnovamento, l’uscita della Nazione dalla “palude”marcerebbe più spedito.

Personalmente ritengo che senza queste "coloriture"e slogan fin troppo apprezzate e sfruttate dai media(quanto la “rottamazione”), i meriti o demeriti dell’esecutivo andrebbero incontro ad un vaglio ben più severo, quello dei numeri e del buon senso.
E quando si obietta su di un provvedimento del governo per molti dei(fortunatamente non per tutti)sostenitori di Renzi, uno dei modi usuali per sviare la discussione passa per l’appellativo di “gufo” appioppato alla controparte.
Vero,il gufo è noto dalla notte dei tempi per la sua simbologia oscura,soprattutto per essere foriero di malaugurio e morte di cui è stato caricato da anni di superstizioni.
Ma non dimentichiamo che alla sagoma del predatore notturno viene anche associata l’immagine della chiaroveggenza(nelle rappresentazioni che lo vedono partner di maghi e indovini, tra cui la trasposizione cinematografica della saga di Harry Potter).
Altri tratti caratteristici attribuiti negli anni alla figura del gufo sono la saggezza e conoscenza, chi non conosce il gufo saggio della antropoformizzazione disneyana? 
Si tratta di una realtà e non di attribuzione che il rapace notturno possieda una visione in grado di sfruttare al meglio anche la minima luminosità dell’ambiente in cui caccia.
Mi piace molto quindi l’idea che la Flc-Cgil a Bologna sostenga anche (insieme alla battaglia sulla scuola come da articolo originale)il NO al referendum costituzionale indossando cappellini e t-shirt con protagonista lo screditato volatile replicando alla narrazione renziana sui gufi con la scritta che riprende la realtà  "il mio unico torto è che ci vedo chiaro di notte”.
E secondo la mia interpretazione la “notte” sono tutte le mezze verità e le interpretazioni fin troppo ottimiste del fronte del Sì sulle finalità del referendum confermativo e la teoria insita in molti ragionamenti del “cambiamento a tutti i costi”. 

Un cambiamento che, nel caso del referendum costituzionale, toglie potere a noi cittadini proprio quando chiediamo una maggiore attenzione ai nostri bisogni.

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