Ha vinto Trump.

Ci vorrà ancora qualche tempo per metabolizzare la sorpresa della vittoria alle presidenziali USA di Donald Trump.
Il tycoon del Queens arriva a fine 2016 con l’affermazione elettorale che corona una marcia di avvicinamento alla Casa Bianca costellata di vittorie iniziata con le primarie del New Hampshire del febbraio scorso.
Da lì in poi ha sconfitto tutto e tutti, candidati ed establishment repubblicano in primis, fino al colpo di scena politico finale.

A succedere al primo presidente nero non sarà quindi la prima donna Presidente degli Stati Uniti...
In parte ero preparato a questo, già sapevo che quella che sarebbe stata idealmente la mia candidata,Jill Stein la rappresentante scelta dai Verdi statunitensi nella corsa alla casa bianca non avrebbe vinto.

Ha perso però e male, la superfavorita Hilary Clinton.
O meglio, è stata sconfitta la candidata che i sondaggi davano per vincente.

Che i sondaggi elettorali non siano infallibili è ormai assodato, che in una campagna elettorale possano influenzare(o essere utilizzati per pesare sulla scelta degli elettori)pure; come dimenticare che abbiano “fatto gioco” per Berlusconi quando mobilitò il proprio elettorato con l’aria di rimonta sia nel 2006, sia nel 2013.
In questo 2016 l’esito finale della Brexit, delle Presidenziali USA hanno smentito i sondaggi, tanto che comincio ad essere preoccupato che ad oggi, gli istituti di ricerca diano favorito il NO al referendum sulla Riforma Costituzionale del 4 dicembre prossimo.

Ultima considerazione sull’esito del voto d’oltreatlantico.
Mi trovo in accordo con molti spunti letti in questo articolo(qui il link) di Umberto Mazzantini, che riporto in questa mia sintesi molto raffazzonata,(e al netto della critica che gli si può rivolgere.Ovvero di basarsi troppo sul fatto che Sanders avrebbe potuto più della Clinton, battere Trump) leggete l’originale per comprenderlo meglio.
La sintesi suona più o meno così i Democratici hanno scelto la Clinton anche perchè Bernie Sanders e i suoi giovani di Occupy Wall Street facevano più paura alla leadership democratica di The Donald. E questo rappresenta l’ennesimo(e definitivo?)fallimento della corsa al centro, dello sposalizio del tiepido liberalismo di sinistra democratico con l’establishment. È anche il fallimento della scelta socialdemocratica europea di diventare qualcosa di indefinito in nome di una governabilità che non c’è e che, quando c’è, è nelle mani delle grandi imprese e del capitalismo finanziario.
Agli americani, come sempre troppo spesso qui in Italia, è stato chiesto di votare il meno peggio.

Ed il risultato non è stato dei migliori.Nell'articolo comunque l'argomento è trattato molto meglio, leggetelo anche voi.

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