Sondaggi elettorali legnanesi.

In un articolo apparso venerdì 16 nell’edizione locale, il QN cita un sondaggio condotto sulla base di tremila interviste telefoniche effettuate su incarico del PartitoDemocratico.

Sono dubbioso sull’utilità di commentare in generale i sondaggi.Le indagini di questo tipo sono facili ad essere piegate alle teorie personali.In alcuni casi bisogna essere capaci di leggerle, oltretutto l’affidabilità di esse è aleatoria.I casi in questo 2016 di previsioni disattese alla prova dei fatti sono stati eclatanti. Si pensi solo alle elezioni U.S.A. o ai pronostici legati alla Brexit.

Del sondaggio commissionato dal PD cittadino oltretutto non conosco chi ne abbia rilevato i dati e in che periodo sia stato proposto.
Da esso, a voler prendere per attendibili i numeri, si ipotizza un testa a testa tra il centrodestra (se unito)con a capo la Lega, e lo schieramento centrista che governa la città dove a fare la parte del leone rimarrebbe un PD su percentuali elevate.
Il primo cittadino Alberto Centinaio potrebbe contare infatti su di un PD che aumenterebbe quasi del doppio rispetto al 2012 i propri consensi arrivando al 26% (di non si sa quale percentuale di votanti),mentre i restanti partner di governo perderebbero consistenza in virtù dello scioglimento dei Verdi, della scomparsa (almeno nelle intenzioni di voto, in questo ricalcanti le previsioni nazionali) dell’IdV e del "ridimensionamento" delle due liste civiche:Insieme per Legnano e riLegnano(la cui consistenza è ipotizzata complessivamente al 10%).
Se questi dati fossero reali, da una coalizione elettoralmente coesa in campagna elettorale 2012 (e incrinatasi poco dopo sin dalle nomine degli assessori) si passerebbe ad un soggetto a trazione PD dove rimarrebbero essenziali gli alleati, ma con  dimezzati i propri consensi(le quattro forze politiche erano intorno al 18% nel 2012)
Dove un partito è forte si potrebbe immaginare che la linea politica possa esserne agevolata.
Invece il problema per la giunta uscente sembrerebbe legato alle diatribe interne locali del partito di Renzi, che permettetemi la battuta, dal nazionale avrebbe ereditato il grave conflitto interno, seppur per diverse motivazioni.
A quanto emerge dalle cronache giornalistiche cittadine, il sindaco uscente rimarrebbe in sospeso tra chi lo vorrebbe di diritto a guidare la campagna elettorale 2017, e chi subordina la scelta del candidato a delle primarie(immagino di coalizione).
Dal mio punto di vista, (terzo, chiaramente)un eventuale ricorso alle Primarie costituisce un elemento di democraticità indubbio.Tuttavia il sindaco di Legnano,oltre ad essere il leader che ha interrotto il ventennale dominio del centrodestra a Legnano nel corso degli anni ha collezionato consensi politici a livelli superiori tanto da essere il primo degli eletti nel 2014 per Città Metropolitana.
Ad un curriculum del genere dovrebbe corrispondere una fiducia che nei fatti evidentemente non è così scontata.Le motivazioni sono tutte da capire per quanto nel sottobosco degli addetti ai lavori si facciano molte ipotesi..
Gennaio dovrebbe sciogliere i dubbi, e portare chiarezza in un contesto pre-elettorale che a mia memoria non ricordo così blando.

Fuori dagli schieramenti favoriti, almeno secondo i numeri portati dal PD, magari in un successivo post (che non avrei voglia di scrivere)tratterò gli outsider (il 5 stelle) il “nuovo” (Città Futura) e, purtroppo il “non pervenuto” al momento: ovvero la Sinistra cittadina, o quel che rimane di essa.

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