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Risposte locali a problemi globali

"In Italia, nei primi cinque mesi dell’anno gli aumenti delle temperature medie minime e massime sono stati di oltre un grado mentre le precipitazioni sono calate del 30-33%". Penso sia noto lo stato di allarme in cui versano fiumi e laghi, che ha trovato spazio su molta stampa.E proprio da una notizia apparsa in essa che troverete in una descrizione più dettagliata nell’articolo di greenreport, da cui ho tratto l’incipit del post e di cui suggerisco la lettura (in questo link) ho preso spunto per una banale domanda.
Nella penisola,che in questi giorni brucia, come da ricorrente e triste copione, da tempo affrontiamo un altro problema ambientale di estrema gravità, la scarsità di precipitazioni che non può essere considerata alla stregua di un’emergenza.
Il cambiamento climatico che stiamo subendo e di cui solo un aspetto, ma importante, riguarda le ripercussioni sulle precipitazioni (quantità e frequenza in primo luogo)richiede delle risposte.
Ma abbiamo la possibilità di sperare che le nostre amministrazioni, centrali e locali siano in grado di darle?
Se, come descritto nell’articolo, sono necessari  interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini aziendali e utilizzando anche le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere l’acqua piovana, qual è la parte che spetta ad un comune di sessantamila abitanti come il nostro?

A meno di volere considerare che Legnano sia l’oasi felice il cui principale problema sia la mancanza di un palazzetto dello sport, di una pista ippica, o di una pattuglia in più in vigilanza notturna…Esisterà interesse, ora che l'amministrazione è cambiata nella nostra città, intorno a queste temi?

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