Non più emergenza, il mal d'aria è cronico. Come le non-scelte di chi ci amministra.

Emergenza smog? Per il sottoscritto assolutamente no. Non si tratta di emergenza, ma pura e semplice normalità. E di fronte al reiterarsi delle condizioni che contribuiscono a mettere a rischio i polmoni di coloro che condividono come noi legnanesi il catino della “valpadana”, lo scenario non cambia negli anni: soffriamo di “mal d’aria”. 
Un’aria malata che condiziona la nostra salute. Sulla quale si è scritto di tutto, della quale probabilmente sappiamo molto, in buona compagnia coi nostri amministratori che affiancano alla conoscenza le competenze sulle normative, ma purtroppo a questa sapienza diffusa non corrispondono azioni efficaci per combattere gli effetti deleteri della scarsa qualità dell’aria che respiriamo.
Anche in questo blog ho scritto in diversi post sulla questione legata all’inquinamento atmosferico, compreso i ritardi, le negligenze  o i paradossi (vedi la centralina legnanese di monitoraggio degli inquinanti) degli amministratori locali.
Mi è quindi difficile aggiungere altro, se non segnalare questo articolo di Legambiente, anch’esso se volete ripetitivo(in quanto tratta temi noti), ma che punta a evidenziare l’assenza di interventi concreti soprattutto da chi deleghiamo alla tutela della nostra salute(ricordiamoci che il sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio).
Nel comunicato del “cigno verde” si torna a ribadire come, per liberare le città dalla cappa dello smog, sia fondamentale il ruolo delle Regioni e degli amministratori locali nel predisporre piani e misure e nuovi fondi da destinare a progetti innovativi, a partire dal settore della mobilità investendo in politiche che ridisegnino anche i centri urbani in maniera più sostenibile, mettendo a sistema quanto già è stato fatto di positivo.
E’ anche interessante notare come “il dito accusatore” dell’associazione ambientalista punti sui ritardi delle principali regioni del nord. Permettetemi una piccola digressione politica: tra di esse ci sono le due regioni che hanno convocato gli elettori domani(22 ottobre)per un farraginoso ed incomprensibile “Referendum per l’Autonomia”, Veneto e Lombardia, due regioni che almeno secondo quando leggo nel comunicato di Legambiente alla prova dell’emergenza smog invece di reagire (in autonomia)fanno passi indietro.
Insomma, soliti problemi al momento senza risposte, come da scontato copione.

Chiaramente non si tratta di un problema di facile risoluzione, però sarebbe piacevole confrontarsi con amministratori (e il caso legnanese con l’avvicendamento cdx-csx-cdx dell’ultima decade è emblematico di come il colore politico a volte non influenzi le scelte amministrative) che diano almeno la sensazione di affrontare il problema con una maggiore risolutezza.

Qui i post in cui tratto dell'argomento qualità dell'aria:

Commenti

ULTIMI