NO alle bici, non disperiamo.

Tra i punti all’ordine del giorno della riunione di Legnano in Comune tenutasi ieri sera vi era l’aggiornamento della situazione in relazione al divieto con cui  l’attuale amministrazione nega, a partire dal prossimo mese di dicembre e fino a gennaio, il transito alle due ruote nella ZTL centrale della nostra città.
La “trovata” del sindaco Fratus rimane degna di una risposta adeguata, stiamo lavorando per dare un contributo affinché il buon senso torni a percorrere anche le strade delle zone centrali di Legnano. 
Personalmente prendo atto che le reazioni nella nostra città sono contrastanti. Vi sono molti plaudenti, fatto che ci rende omologhi alle realtà italiane che hanno dichiarato guerra ai ciclisti(senza distinzioni tra civili ed incivili), Oristano, Grado, Piacenza, Orbetello, Lavagna solo per citare alcune tra le città che bloccano le due ruote, come si può leggere in questo articolo della Stampa “Centri storici vietati alle bici. La guerra silenziosa ai ciclisti”.
Per fortuna a Legnano come nei suoi dintorni, esiste anche chi ritiene che la bicicletta possa rimanere una valida alternativa all’auto, e che con pacatezza espone le ragioni per cui la convivenza tra pedoni e ciclisti non solo possa essere possibile, ma debba esserlo.
Ad una manciata di giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza, la cosa peggiore a mio modo di vedere sarebbe l’inazione, l’assenza di reazione ad un provvedimento che ha delle motivazioni, ma altrettante (se non maggiori) controindicazioni, tra cui il fatto che la sua promulgazione arriva in un periodo in cui la qualità dell'aria di Legnano rimane pessima.
Quindi l’approssimarsi delle feste toglie le bici dalla ZTL, riempie le auto di regali acquistati in centro (siamo sicuri?) e i problemi temporaneamente passano in secondo piano…
Terminata l’ordinanza, a metà gennaio, ci accorgeremo che il regalo natalizio ormai fisso del periodo è lo sforamento delle soglie dovuto agli inquinanti, a meno che Giove pluvio non sia misericordioso.Continueremo a prendere atto che il trasporto pubblico per gran parte rimane inadeguato e/o non concorrenziale col mezzo privato. Ci accorgeremo che moncherini di pista ciclabile o tratti di piste scollegati non servono a molto e scoraggiano i ciclisti a percorrerli, ricacciandoli nel traffico legnanese. Magari ci confronteremo, ma sono il primo a sperare che così non sia, con l’ennesima vittima in bici finita sotto un veicolo a motore.
Dopodiché in questo scenario post natalizio magari-ma è una speranza-potremmo pensare a quale tipo di mobilità vogliamo, e se vogliamo includere ed in che modo le bici, anziché escluderle.
Per fare in modo che questo argomento rimanga sempre in primo piano nell’agenda di ogni città serve, scusate il gioco di parole, la mobilitazione, non dispero sul fatto che l’ordinanza anti-bici di Fratus possa servire almeno a questo.A breve le news...

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