Una Sala del Commiato ai tempi della Giunta Fratus?


Ben più di un anno fa, ebbe quel minimo di rilevanza tra la marea di informazioni che giornalmente ci piombano addosso, la richiesta della creazione a Legnano di una Sala del Commiato per la celebrazione dei funerali civili.
Rinfrescare la memoria non può che aiutare a comprendere la situazione. 
Creiamo un contesto innanzitutto.Nella Legnano ora amministrata dalla giunta Fratus,“moderna” che parla di creazione della biblioteca (e buona grazia che almeno in alcuni cittadini e forze politiche abbia suscitato interesse) o recupero dell’area Bernocchi, manca tutt’oggi un luogo degno e pubblico per l’ultimo saluto laico.
Non si tratta di una mancanza passata inosservata, e non è imputabile al solo attuale governo cittadino.Infatti a firma di due amici Rino e Nicoletta, lo scorsa primavera per l’appunto si tenne una raccolta firme (on-line)che chiedeva all’amministrazione comunale di prendere in considerazione un rimedio che colmasse tale vuoto.
Le motivazioni e le soluzioni sono espresse benissimo da quanto descriveva l’iniziativa.
 “L’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità, e che nessuna distinzione deve essere fatta sulla base di religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. La concreta applicazione di tale principio passa anche dal riconoscimento del diritto a ricevere, al momento della morte, un saluto appunto “dignitoso” da amici e parenti, sia quando si opta per un funerale religioso, sia quando si sceglie la cerimonia civile. Questo a Legnano non accade: per chi ha espresso la volontà di esequie civili non esistono luoghi deputati alla celebrazione del ricordo. Siamo convinti che la civiltà di una città si misuri anche su questioni come queste, e per tale motivo chiediamo alle istituzioni di provvedere alla creazione di una -sala del commiato- che permetta anche ai non credenti di essere  degnamente accompagnati in questo triste momento”.
La raccolta firme ebbe un riscontro magari non eccezionale, ma comunque concreto in termini di raccolta di adesioni.Smosse quel tanto che basta le acque della politica da generare una gradita risposta dell’allora Primo cittadino -che allego- al sottoscritto, in quanto estensore della petizione.
Contemporaneamente la ricerca di un luogo pubblico e laico divenne parte integrante del programma di governo della Lista Legnano in Comune.
Quindi, a parte qualche timido riecheggiare nei social, dalla scorsa campagna elettorale la situazione è ferma.La (ormai non più tanto)nuova, amministrazione Fratus, dovrebbe essere messa alla prova di fronte ad una richiesta del genere.Penso -e non potrei altrimenti visto che in questo contesto mi sto impegnando-che Legnano in Comune abbia le carte in regola per farsi promotrice di un’istanza del genere.

In ogni caso riprovarci ritengo sia doveroso, se affidarsi alla politica o alla (a volte fantomatica) società civile è secondario. Ci sono impegni che vanno portati avanti, sul come, lo stabiliranno il tempo e le fortune.

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