CHI SONO

Vivo a Legnano da quando sono nato, mezzo secolo fa. Svolgo l’attività di operaio. Ho iniziato ad impegnarmi attivamente nel sociale terminato il servizio militare di leva nell'Arma, nella seconda metà degli anni ottanta.
Di quegli anni,ricordo con piacere la nascita del Circolo Culturale Gasparini del quale sono stato Presidente. Partecipando alle attività associative organizzate in quel periodo, nasce il mio interesse per la politica.
Avevo voglia di mettere testa e cuore in maniera più incisiva in qualcosa di positivo per la città dove vivevo e per le persone che vi abitavano.Come conseguenza logica di questo percorso, nelle elezioni amministrative del 1993, mi sono candidato nella Lista per Legnano.
L'esperienza maturata all'interno di questa lista civica che sfiorò il ballottaggio, con la Lega a Legnano a percentuali "bulgare", è stata importante per le sfide successive che ho affrontato con i Verdi per Legnano, quando essi decisero di separare la propria azione politica da quella della lista, nella quale la componente ambientalista era colonna portante.
Con il "sole che ride" ho trascorso ben oltre un decennio di militanza. Anni di attività politica intensa che partiva dal sostegno attivo su temi nazionali come la manifestazione contro la secessione che prese il nome del "Ponte di Alex" nel 1996, per arrivare ai non meno importanti temi locali dei quali i Verdi a Legnano si sono fatti portavoce.
Sarei prolisso nel ricordare le innumerevoli proposte per una città differente, delle quali ricordo per brevità alcuni aspetti. Il confronto per salvaguardare i Boschi Tosi, i solleciti per uno smaltimento dei rifiuti efficiente, insieme alle attività a favore di una città che fosse maggiormente a misura di cittadino con meno cemento, meno traffico ed inquinamento, con maggiori investimenti a beneficio di tutti. E' magra soddisfazione ma concreta, che per quanto Legnano sia stata governata da giunte e amministratori distintisi per l’incapacità di ascolto e confronto sia in consiglio comunale che verso l'esterno, che alcuni di questi temi pur con molto ritardo, siano stati recepiti, come ad esempio lo sviluppo della differenziata.
Altri temi sono stati del tutto trascurati,non è stato posto freno al consumo di territorio, le aree verdi non sono state valorizzate uno potenziale strumento di partecipazione come Agenda 21 è stato svilito e bloccato sul nascere. A questo stato di cose ho sempre cercato di dare risposta con un segno positivo nella mia azione, denunciando gli errori e proponendo nuove soluzioni, consapevole della responsabilità di scegliere per gli altri. 
Ho fatto quanto possibile in questo senso dal 2001 al 2007 ricoprendo la carica di portavoce dei verdi locali, e divenendo tempo dopo, nel 2009, Presidente di Fare Legnano, associazione che si occupa di territorio. 
Con quest'ultima associazione e come tesserato prima e simpatizzante poi di Sinistra Ecologia e Libertà al cui progetto ho aderito fin dalla nascita, ho continuato a portare avanti le idee che ritengo utili per la città in cui vivo e che ospita la famiglia che nel passare degli anni ho creato con la mia compagna e mio figlio. L'impegno forte del biennio 2010/11 ha riguardato lo sforzo referendario condiviso con le migliaia di persone che a Legnano e in tutta Italia si sono mobilitate per la proposta di legge a favore delle rinnovabili, per i beni comuni mantenendo pubblica la gestione dell'acqua, contro i privilegi di certa politica. Nel locale insisto nell'impresa difficile ma che ritengo non impossibile di cercare di proporre un modello di città differente, per renderne gli spazi più vicini ai cittadini, per creare nuovi servizi, per costruire una città efficiente, equa e solidale.

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